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ITINERARI TURISTICO-CULTURALI DA S. LUCIA DI PIAVE


S. Lucia e l’Arte
 
La chiesa di Santa Lucia di Piave
 
S. Lucia di Piave vanta una tra le più belle chiese neo-gotiche della Provincia, vero ” fiore delicato da giardino sbocciato in aperta campagna” nel 1897. Arricchita da pregiate opere d’arte di vari artisti locali allievi del del Beato Claudio, al secolo prof. Riccardo Granzotto (1900-1947). Molto più antico e interessante è il Santuario cinque-seicentesco edificato dai giurisdicenti Conti Collalto a ricordo di una apparizione della Vergine al Campo di Ramoncello (citato nel XII sec.). Vi conserva affreschi del 1713, e opere pittoriche di artisti locali. La civiltà delle ville venete è rappresentata dalla settecentesca sede estiva dei conti veneziani Corner-Campana con le tipiche barchesse laterali.
 
Itinerario per Conegliano

Da S. Lucia si dipartono a raggiera itinerari turistici diversi che si snodano tra campi di grano e vigneti. Verso Nord-est si può raggiungere Conegliano, la “perla del Veneto”, che conserva la medievale “Contrada granda” (era cinta di mura munite di 72 torri) su cui s’affaccia il Duomo (1263) con la famosa Sala della Confraternita dei Battuti” (1263) adorna di affreschi. Tra gli altrri, quelli di Francesco da Milano (sec. XIV). Pittoresca la rampa, lungo le mura sostenute dagli archinvolti Carraresi, che sale al Castello, sede di museo. Da qui, nelle limpide giornate, si domina la pianura trevigiana fino al mare. Tra gli alberghi-ristoranti sono noti il “Canon d’Oro” , “Hotel Cristallo e “Città di Conegliano”.


Itinerario per Susegana e Castello S. Salvatore
 
castello di san salvatore
Equidistante da S. Lucia, partendo verso Ovest, si incontra Susegana, con l’antica plebanale (sec. XIII), dominata dal Castello di S. Salvatore dei Conti Collalto, recentemente in parte recuperato con intelligenti lavori di restauro, ad opera del Principe Manfredo. Dal Castello, visitabile su richiesta, si sale al Colle della Tombola, luogo di un più antico e perduto castello dei Conti di Collefusco (Colfosco) dove visse la famosa Sofia Da Camino sostenitrice della costruzione della cistercense Abbazia di S. Maria di Sanavalle, oggi Follina (sec. XI). Proseguendo sulla strada alta serpeggiante tra i boschi si può arrivare al Castello di Collalto (sec. XII) scendendo verso Susegana dal versante opposto. Da queste alture si può controllare il corso del Piave “Fiume del Sangue e della Vittoria” che scorre nella sottostante pianura verso il mare della Serenissima.
 
Itinerario per Nervesa e Sacrario Militare Caduti 1915-18

Attraversato il ponte sul Piave in località Priula (toponimo derivato dalle proprietà dei Conti Priuli) si incontra un altro itinerario che porta a Nervesa della Battaglia (luogo di scontri sanguinosi nel 1915-1918) e più su al Sacrario Militare dei Caduti nella Grande Guerra (9.325 di cui 6.099 identificati). A 1 km. Circa si trova il monumento a Francesco Baracca. A Giavera del Montello si può visitare un cimitero inglese. Interessante pure la visita alle trincee astroungariche nidi di cannoni, scavate nella roccia, in località “Ciao Bèi” su Via Marcatelli tra Colfosco e Falzé. E proseguendo verso Pieve di Soligo si incontra a Moriago l’Isola dei Morti, recentemente visitata dal Presidente Ciampi.
 
Itinerario per Refrontolo, Cison e Castel Brando

Si può partire verso Conegliano e Bagnolo. Al “Casotto” si sale sulla sinistra guadagnando la strada alta verso S. Pietro di Feletto: il punto più alto delle colline (m. 260 s.l.m.). Ci accoglie l’antichissima Pieve con il porticato e l’interno impreziositi da cicli di affreschi trecenteschi, tra cui il famoso “Cristo della Domenica”, di grande attualità come antitesi all’attuale propensione di rendere lavorativo, quindi desacralizzato anche questo giorno. Proseguendo si raggiunge l’inizio dell’abitato di Refrontolo e prendendo l’itinerario che scende a valle, con qualche curva a gomito, si può arrivare al Molinetto della Croda che si riflette nella roggia alimentata da una cascata pittoresca. Qui si scoprono suggestività medievali. Si prosegue per un sentiero mezzo sterrato, che corre quasi in sommità delle colline, per congiugersi – dopo la Chiesa di Soller – sulla strada per Cison di Valmarino. Sul versante destro, in alto, appare il grande complesso del rimaneggiato Castel Brando, raggiungibile a piedi, in navetta o in funicolare. Il panorama che si gode dagli spalti del Maniero è indescrivibile. Con la guida, e salendo il maestoso scalone fiancheggiato da armati e armature, è possibile visitare sale e saloni dei vari livelli, accuratamente restaurati ed arredati. È anche il luogo ideale per sostare al bar a bere qualcosa. Oppure fermarsi a pranzo, in ristorante o in pizzeria.
 
Itinerario per l’Abbazia di S. Maria di Sanavalle, Miane, Combai e Pieve di Soligo

Proseguendo sulla strada principale si devia a destra per raggiungere Follina dove è possibile la visita all’Abbazia benedettino-cistercense che conserva tutto il sapore medievale. Anche dei silenzi che riempiono gli ombrosi spazi coperti del chiostro e racchiusi dalle prospettive di ineguali, artistiche colonne, toccate dalla luce del sole. Dopo Follina si possono raggiungere le località di Miane (con il ristorante “Da Gigetto”) e Combai (con l’Ostaria al Contadin), due centri famosi per i marroni. Da Follina a Pieve di Soligo il tragitto è breve, e subito dopo il noto ristorante “Da Lino” si può visitare il centro con la parrocchiale neo-gotica del Rupolo, dove è sepolto il Servo di Dio Giuseppe Toniolo, padre della dottrina sociale della Chiesa. In settembre-ottobre inizia l’attrattiva dello spiedo gigante in piazza con specialità gastronomiche locali.
 
Itineraio per Vittorio Veneto

Dopo Conegliano, puntando verso est, si raggiunge Vittorio Veneto che comprende le antiche città di Ceneda e Serravalle, ricche di palazzi medievali e dei resti della rocca dei Da Camino. Sono dominate dalla torre del Castello di S. Martino, sede dei Vescovi Conti infeudati dai Longobardi in contrapposizione alla bizantina Opitergium, dalla quale (contrariamente alla leggenda) trafugarono il corpo del vescovo Tiziano, per cui Ceneda ne ereditò la cattedra episcopale. Un buon albergo è il “Terme”, ma si mangia bene anche “Al Postiglione”.
 
Itinerario per Tezze e Borgo Malanotte

Si parte da S. Lucia, puntando verso Sud. Lungo lo stradone rettilineo si affacciano antichi edifici nobiliari sei-settecenteschi con Oratorio annesso: a sinistra Villa Donà delle Rose, a destra Villa Lavezzari. Alla prima rotonda di Tezze di Piave si devia sulla sinistra e già si scorge il complesso seicentesco di Villa Dirce (ex Malanotte) ora lussuosamente adattato a ristorante. Subito dopo l’antico Borgo Malanotte, fino al 1918 dominato da una torre probabile punto di controllo del traffico sulla Via Hungarica e posto di “dazio” per il traghetto sul Piave verso Lovadina, spalanca i suoi portoni agli ospiti per offrire una visita alle restaurate “case a schiera” ante litteram di secoli fa che conservano ancora i segni dei lavori di generazioni di famiglie contadine povere ma dignitose. Il Borgo da Giugno a Ottobre è allietato da mostre di “Cose d’altri tempi” e dimostrazioni dei vecchi lavori agricoli.
A Tezze, vicino alla Parrocchiale del 1300, esiste un cimitero militare di 355 soldati Britannici caduti durante la Prima Guerra Mondiale.
 
Itinerario per Treviso

In treno, o in auto per la “Pontebbana” o per l’autostrada A 27 si arriva a Treviso: la città medievale murata sorta “dove Sile e Cagnan s’accompagnan” (Dante, Divina Commedia). A Guardare la città dall’alto della torre di Palazzo dei Trecento in Piazza dei Signori appare in tutta la sua bellezza, con le cupole del Duomo che sovrastano i tetti degli altri sontuosi palazzi dal secolo XIII o le torri campanarie delle numerose chiese, come quella di S. Nicolò, che conservano cicli di affreschi antichi. Porzioni di cinta muraria progettate nel ‘Trecento dall’ingegno di Fra Giocondo sono ancora ben conservate e si riflettono sulle acque correnti del Sile che formava il loro baluardo protettivo. La civica Biblioteca e quella Capitolare, oltre a migliaia di preziosi libri, conservano antichi codici manoscritti. Una visita al Museo “ L. Bailo” può svelare misteri sconosciuti.
 
Una capatina a Venezia?

Da S. Lucia a Venezia sono solo una sessantina di kilometri. Vale la pena percorrerli in autostrada o più comodamente in treno, da Conegliano o Susegana, per visitare una delle più antiche e belle città del mondo immersa nella suggestività incantevole e magica dell’acqua. Di più non si può dire. Bisogna vedere…