L'avventura unica della scuola bombardieri del Re a Ponte Priula e Mandre
di Innocente Soligon
I VARI FRONTI DEL 1916
formavano un arco gigantesco. Le località di Mandre e Susegana si trovavano strategicamente al centro dell`arco.
SUSEGANA offriva lo snodo ferroviario di Ponte Priula, di primaria importanza per i collegamenti e l’invio di armi e rinforzi, oltre gli spazi necessari agli scopi di un Poligono di Tiro e di una Scuola per Bombardieri.
MANDRE offriva la struttura della Fattoria Collalto, antica masserizia, adattissima come alloggio e Scuola Ufficiali. Quest’ultima diventò la "Caserma Mandre" (per il suo aspetto detta "il "Transatlantico") disponendo di 1102 posti letto a castello e ospitando quasi sempre almeno 2000 ufficiali addetti ai vari uffici, che frequentavano speciali corsi settimanali attuati con programmi tattici, tecnologici e culturali, abilitati poi come istruttori di 6000 reclute al mese.
LA SCUOLA BOMBARDIERI
fondata a Ponte Priula di Susegana e Mandre di S. Lucia nel 1915, per addestrare 170.000 soldati scelti all’uso della potente bombarda, fu trasferita a Sassuolo (Modena) nel 1917.
Cessò dopo il 1918, ma già famosa per essere entrata nella storia e nella leggenda.
LA SCUOLA BOMBARDIERI DEL RE DI PONTE PRIULA E MANDRE era comandata dal Ten. Col. Enrico Maltese. Ufficiale dello Stato Maggiore Italiano
contribuì a perfezionare gli studi di Francia e Belgio sull’applicazione, alla bombarda medievale, di una camera di compressione che ne amplificò la potenza di gittata e di fuoco.
Il COMANDO DELLA SCUOLA
era sistemato al Castello di S. Salvatore, in Susegana, dove nel 1916 fu ospite il Re Vittorio e Amedeo di Savoia, Duca di Aosta.
Spesso la Scuola veniva visitata da commissioni di autorità Militari di Francia e Belgio, accompagnate dal Gen. Cadorna.
I BOMBARDIERI
erano 34.000 soldati al quadrimestre, divisi per batterie. Si tratta di soldati scelti dai reparti di Artiglieria per ricevere istruzioni sull’uso delle bombarde e delle relative varie cariche esplosive.
AL POLIGONO DI TIRO DEL PRIULA
avvenivano le esercitazioni con Bombarde di vari calibri, crescenti da 50 a 400. Quest’ultima, la più potente, pesava 12 tonnellate. Poteva lanciare fino ad oltre 4 km. una bomba da 2.570 kg. di alto esplosivo, provocando un cratere di circa 20 metri.
Il meccanismo per caricare la bomba nella bocca da fuoco correva su un
binario ridotto, detto Decauville.
LA SCUOLA BOMBARDIERI
a cadenza quadrimestrale inviava batterie complete di Bombardieri ai vari fronti, richiestissime per gli esiti risolutivi e distruttivi specialmente delle siepi di filo spinato, fino ad allora vere trappole di morte per i fanti. Diversi i riconoscimenti per l’eroico servizio, svolto non senza sacrificio di vite umane.
LA PARTENZA PER IL FRONTE
era salutata alla stazione di Susegana dalla Banda militare. Si scrive che, dal treno, i partenti lanciassero sassolini ai militari della Banda (che naturalmente rimanevano alla Scuola).
FOTO e DOCUMENTAZIONI
provengono dalla STATO MAGGIORE ESERCITO - UFFICIO STORICO di ROMA
Tra le personalità
che appartennero alla Scuola Bombardieri si ricorda il Capitano Emilio Bodrèro (cofondatore dell'Ufficio Storico), diventato Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, Vice Presidente della Camera dei Deputati e Rettore dell’Università degli Studi di Padova.
Luciano Nicastro giornalista dell’Italia futurista di Firenze.
E Filippo Tommaso Marinetti. caposcuola del futurismo.
A fabbricare le strutture della Scuola Bombardieri collaborò anche un muratore diciassettenne di S. Lucia di Piave: Riccardo Granzotto, militare in Italia e Albania dal ’17 al ’21. Diventato professore di scultura, iniziò a 33 anni, come frate minore di nome Fra Claudio, iniziò a scolpire sé stesso con una esemplare vita di santità e venne dichiarato Beato da Giov. Paolo II nel 1994. Alcune sue opere
- oltre a Chiampo vicentino- sono presenti nella chiesa parrocchiale di S. Lucia di Piave)
LA SCUOLA BOMBARDIERI: PASSIONE E ORGOGLIO
La presenza “invasiva” della Scuola Bombardieri mobilitò la vita di Susegana e S. Lucia e ne turbò la quiete rurale, ma stimolò anche il suo orgoglio. In occasione della Pasqua dal 1916 il parroco di S. Lucia Mons. Vittorio Morandoottenne il permesso di assistere e preparare 80.000 soldati della Scuola Bombardieri utilizzando il seicentesco Oratorio di S. Rocco, presente di fronte alla Caserma Mandre.
IL TRASFERIMENTO DELLA SCUOLA
Dopo il 30 ottobre 1917 però, alla vigilia di un’altra invasione più tragica, quella austroungarica, la Scuola fu obbligata al "forzato trasferimento" a Sassuolo di Modena, con appendici a Scandiano e Pavullo, dove dal 15 di novembre, si mantenne attiva fino al termine del conflitto. Alla partenza gli artificieri fecero saltare la Scuola, il Poligono e poi il Ponte della Priula, perché non potessero servire al memico.
Il giorno dopo l’Italia era Austria fino al Piave. Ma il 28 Ottobre 1918 e nei giorni successivi la controffensiva italiana travolse gli invasori costringendoli alla ritirata ed iniziò la liberazione dell’Italia, indipendente nello spirito del Risorgimento.
Per l’Italia dell’onestà, del patriottismo non retorico, del senso civico, della buona politica amministrativa...e della giustizia... - scriveva l’alpino Vitaliano Petruzzi - i lavori sono ancora in corso...